domenica, 31 maggio 2009

Posa 'sto libro e baciami




Sottotitolo: 39 famose scene d'amore raccontate da altrettanti autori.
Parentesi: Non è una raccolta di racconti.

Come quello recensito ieri, anche questo libro ha aspettato pazientemente un paio di anni sulla mia comodina che arrivasse il suo turno.
Lo avevo scovato nel 2007, navigando sul web fra i siti di piccole case editrici indipendenti, ed ero rimasto colpito principalmente dal sottotitolo. Immaginando un libro divertente, una raccolta di parodie di scene famose (con la complicità anche di una copertina surreale, dove una ragazza bacia qualcosa che assomiglia a un cervo su uno sfondo rosa shocking), ho deciso di ordinarlo.
Un libro leggero, letto solo ed esclusivamente per rilassarsi e farsi due risate, una volta ogni tanto non fa male, mi sono detto.

Quando l'ho ricevuto, però, è bastato sfogliarlo velocemente per rendermi conto che il libro non era prettamente comico. Questo mi ha un po' scoraggiato, e l'ho infilato sotto una pila di altri volumi, nella quale ha oscillato a lungo fra l'ultima e la penultima posizione.
Poi, col tempo, la pila ha perso spessore, e sono arrivato a due sole rimasti: questo e l'ennisma biografia del Liga.
Ok, ho pensato, diamogli una possibilità.

Trentanove autori (vedi sottotitolo) sono stati sfidati da chi ha curato la raccolta (Ivano Bariani) a far rivivere a loro modo altrettante scene di amore che hanno segnato la loro vita.
Ognuno l'ha fatto col suo stile: qualcuno con ironia, qualcuno prendendo il compito con assoluta serietà; qualcuno ha scelto il racconto, qualcuno il saggio critico, un paio il fumetto; alcuni sono rimasti estremamente fedeli all'originale, altri lo hanno completamente reinterpretato o anche vissuto.

Nel complesso, pur senza entusiasmi particolari, il libro scorre bene.
A parte un brano che non sono proprio riuscito a finire (saltato a piè pari) e un altro paio che... vabbhe... gli altri si mantengono tutti su un livello discreto, con un paio di piccole perle (fra cui mi piace di ricordare Morozzi, già letto nel suo L'era del porco).
razza75 alle 21:19 in: libri, racconti, diario, saggistica
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sabato, 30 maggio 2009

Il cacciatore di ossa




E' passato ormai qualche tempo da quando Logan MacRae era considerato un eroe della polizia locale per avere catturato il serial killer pedofilo che aveva a lungo terrorizzato Aberdeen, e la sua buona sorte è parecchio girata.
A causa dell'esito sfortunato di un'azione di polizia da lui guidata, si trova relegato nella famigerata "Squadra Coglioni" dell'ispettrice Steel e a rischio di perdere il lavoro che ama.
L'unica speranza per lui è quella di risolvere almeno uno dei casi che si intrecciano sulla sua strada, fra assassini di prostitute e piromani.

Un paio di anni fa, in una delle mie periodiche visite alla libreria, sono incappato in questo libro, il secondo dei tre romanzi di MacBride che hanno per protagonista il sergente MacRae (dopo Il collezionista di bambini e prima de La porta dell'inferno).
Da allora è rimasto per diversi mesi impilato sulla mia comodina, spesso sopravanzato da quelli arrivati successivamente, finchè - il mese scorso - ho deciso di affrontarlo (in verità, avevo esaurito quasi tutti gli altri): a pelle mi attirava, ma - al tempo stesso - non mi convinceva.
Premetto che non avevo letto il precedente, e non ho letto poi il successivo, quindi non sono in grado di fare paragoni e la mia era un'impressione puramente istintiva.

Il libro è scritto complessivamente bene, scorre via con facilità, ma senza nessun momento veramente degno di nota.
La scelta di MacBride di non far concentrare il suo detective su un'unico caso - come quasi sempre succede in romanzi e film del genere - è inizialmente una piacevole novità, e dona una nota di realismo in più alla vicenda.
Peccato che, nel seguito, questo si ritorca in una certa misura contro l'autore, perchè a nessuna delle 3 o 4 vicende trattate in parallelo viene lasciato il giusto spazio per evolversi: solo una, forse quella che nel corso della lettura era sembrata più banale, riesce in un qualche modo a regalare un piccolo colpo di scena.

La caratterizzazione dei personaggi è discreta, specialmente quella di un personaggio secondario come la Steel.
MacBride non è male, molto lontano dal classico eroe senza macchia e senza paura, ma in diverse occasioni ho avuto l'impressione di un certo accanirsi dell'autore sui suoi caratteri identificativi.

Lo stile della narrazione è scorrevole, ma con una tendeza a diventare prolisso e a perdersi nella descrizione di particolari secondari, specialmente quando parla di Aberdeen.

Nel complesso, quindi, un libro senza infamia e (soprattutto) senza lode.
razza75 alle 18:55 in: libri, giallo/thriller
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venerdì, 01 maggio 2009

Dylan Dog 272 - La strage dei Graham




Un antico veliero, su cui grava una maledizione, viene restaurato ed esposto al museo navale di Plymouth.
Da quel momento inizia una serie di omicidi: tocca a Dylan scoprire se, sotto questi, si celi una mano umana o soprannaturale.

La storia di questo mese (Di Gregorio / Cossu) scorre piacevole ed emozionante.
In particolare è degno di nota il finale, che ribalta con un colpo di scena quella che sembrava una conclusione fin troppo scontata.

Il 29 maggio in edicola il numero 273, Sepolti vivi!
razza75 alle 11:51 in: fumetti, horror, giallo/thriller
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lunedì, 13 aprile 2009

Le parole segrete




Nel villaggio di Malbry la vita scorre serena da anni. L'Ordine che si è instaurato alla Fine del Mondo fa sentire la sua influenza solo da lontano, senza  pesare troppo col suo giogo opprimente.
Nonostante questo, la vita di Maddy non è facile.
Nata col segno di una runa, l'alfabeto degli Aesir, gli antichi dei ora considerati solo residui demoniaci del passato, su una mano, è sempre stata considerata un paria, emarginata dagli altri bambini e trattata con sospetto dagli adulti, che temono la sua capacità di sognare. I sogni, infatti, sono visti come un veicolo usato dai demoni per rientrare nel mondo, da cui sono stati scacciati nel Ragnarok.
Solo il Guercio, uno straniero che torna tutte le estati da 7 anni a questa parte, la fa sentire in famiglia.

Joanne Harris si cimenta qui con il fantasy, partendo dalle leggende norrene che parlano di Odino e degli dei del nord europa e ritracciandone in parte il carattere dei protagonisti a suo uso.
Iniziando da dove si fermano le antiche storie, dalla fine del mondo nel Ragnarok e dalla sua successiva rinascita, immagina un'epoca successiva, in cui gli antichi Aesir e Vanir aspettano di poter tornare al potere, in un Mondo di Mezzo in cui l'equilibrio fra Ordine e Caos si fa sempre più precario.
Il risultato è un libro godibile, ricco di colpi di scena, in cui fino all'ultimo si resta in dubbio su chi sia eroe e chi traditore.
Sebbene non sia ai livelli delle sue storie migliori, come Chocolat o di Cinque quarti d'arancia, è sicuramente da consigliare, specialmente a chi - come me - ama il fantasy e le leggende di Odino, Thor e Loki.
razza75 alle 11:49 in: libri, fantasy
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lunedì, 13 aprile 2009

Io & Marley




La storia della famiglia di Jenny (Jennifer Aniston) e John Grogan (Owen Wilson) viene raccontata attraverso il complicato rapporto con il labrador di casa, il pestifero Marley.

Tratto dall'omonimo romanzo autobiografico del giornalista statunitense John Grogan, il film promette divertimento nei primi 10 minuti.
Ma non lasciatevi ingannare...
Il resto è una noia assoluta, ripetitivo, prevedibile e scontato, senza alcun colpo di scena degno di nota per quasi due ore.
Alla fine, tenta di risollevarsi con una conclusione strappalacrime, quando è ormai troppo tardi e lo spettatore anela solo che venga posta fine all'agonia.
Del cane? No, alla propria.
razza75 alle 01:57 in: film, commedia
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domenica, 12 aprile 2009

La lettrice bugiarda




Il mio nome è Towner Whitney.
No, non è esatto. Il mio nome di battesimo è Sophya.
Non dovete credermi.

Mento continuamente.
Sono pazza... e questo è vero.


Dopo quindici anni, Towner torna a Salem, nel Massachussets. Aveva giurato di non farlo più, dopo il suicidio della sua gemella, Lindley, e il periodo trascorso nell'ospedale psichiatrico.
Solo la sparizione di sua zia Eva riesce a convincerla a tornare a casa, dove dovrà fare i conti con May, madre assente che ha scelto di vivere su un'isola, con Emma, che porta ancora su di sè il segno della violenza, con Cal, un predicatore che ha scelto Salem - nel cui passato si annidano storie di streghe - per la sua ambigua crociata.
Ma prima di tutto, Towner dovrà fare i conti con il proprio passato e con il dono, scomoda eredità della sua famiglia, di saper leggere nel futuro.

Uscito inizialmente in sordina negli USA a spese della sua autrice (Brunonia Barry), questo libro è in breve diventato un caso letterario di rilevanza mondiale.
Contrariamente alle mie abitudini, l'ho comprato sapendone molto poco e senza averlo mai preso in mano, sulla fiducia della pubblicità letta su internet... e del fatto che si svolgesse a Salem.
Per fortuna, posso dire di non essermene affatto pentito, anzi: questo libro ha superato di gran lunga le mie aspettative. La storia di Towner, pur partendo da un pretesto di fantasia (la capacità della protagonista di leggere il futuro e nella mente degli altri), narra una storia di quotidiana disperazione su un argomento che rimane sempre, purtroppo, di attualità: la violenza sulle donne.
E' un libro che consiglio fortemente, scritto in maniera fluida e piacevole, ma che - al tempo stesso - ti resta dentro e ti fa amare i personaggi e le loro vicende.

Nell'intervista contenuta in appendice, la Barry preannuncia la sua voglia di percorrere nuovamente le strade della sua protagonista.
Che dire?
Sarebbe un peccato rischiare di rovinare una storia così bella con un seguito non all'altezza (non sarebbe la prima volta nella storia della letteratura o del cinema): se lo farà, che sia un lavoro sentito veramente, e non solo un modo per sfruttare l'onda del successo.
In caso contrario, meglio che Towner e la sua famiglia continuino a vivere solo nei ricordi dei suoi lettori.
razza75 alle 12:42 in: libri, drammatico
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martedì, 07 aprile 2009

Terremoto

Con un sms al 48580 si può donare 1€ alla Protezione Civile per le vittime del terremoto (con una telefonata da fisso 2 €).

A questi link alcune coordinate per chi vuole inviare aiuti:

razza75 alle 22:09 in:
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domenica, 22 marzo 2009

Uova di Pasqua dell'AIL 2009




Si avvicina la Pasqua, e come ogni anno l'AIL (Associazione Italiana contro le Leucemie - Linfomi e Mieloma Onlus) ci propone un modo per stare vicino a chi vivrà una festa in tono minore a causa della malattia.
Il prossimo week-end (27, 28, 29 marzo) in 3.700 piazze italiane troverete i volontari che vendono le uova, il cui ricavato andà a favore della ricerca e dell'assistenza ai malati.
Sul sito dell'associazione potrete trovare le indicazioni sui punti di vendita, che quest'anno comprendono anche circa 120 sedi dell'Agenzia per il territorio. Per chi, come me, abita in provincia di Modena, l'elenco delle piazze è disponibile sul sito della sezione Luciano Pavarotti.

Oltre alle uova, AIL e RAI hanno organizzato una maratona televisiva per il prossimo fine settimana a sostegno del progetto della "Diagnosi precisa".
Potete contribuire tramite sms, telefonate e carte di credito:



razza75 alle 09:04 in: modena, televisione, attualità, ail , mirandola
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sabato, 21 marzo 2009

Nereo Rocco. La leggenda del paròn continua




Monsieur Roccò, mon ami!
Mona a mi? Mona a ti, e anca testa de gran casso!



A 30 anni dalla morte del paròn, Gigi Garanzini - suo ammiratore, che ebbe anche la fortuna di esserne amico negli ultimi anni - ne ripercorre nuovamente le tracce.
Quello a cui è interessato non è tanto la storia strettamente sportiva di uno dei mostri sacri del calcio italiano (non a caso votato miglior allenatore del Milan in occasione del centenario della società, davanti a Sacchi e Capello), quanto a farci conoscere il suo lato umano. Per capire la grandezza di Rocco, infatti, non bastano le sue tante vittorie, ma è indispensabile ascoltare la voce dei giocatori e allenatori suoi "figli" che ancora ne parlano come se non se ne fosse mai andato.

Il libro segue un filo temporale, a partire dagli esordi nella Triestina, passando per gli anni vittoriosi dei manzi del suo Padova, per arrivare alla definitiva consacrazione in maglia rossonera, ma senza che questo diventi un vincolo troppo stretto per la voce di chi racconta.
In mezzo alle due avventure al Milan, che ormai era la sua seconda casa, capitoli più brevi sono dedicati ai quattro anni al Torino, vissuti come un esilio forzato, e all'anno (scarso) vissuto alla Fiorentina, dopo che il furto subito nel 1973, culminato con la beffa di Verona, aveva segnato il declino della sua carriera.

La scelta di Garanzini di preferire la voce di chi ha vissuto quegli anni e quelle emozioni alla freddezza di cronache e risultati si rivela azzeccata.
Solo nel finale si ha una leggera flessione, quando gli aneddoti cominciano un po' a ripetersi, per risollevarsi nel racconto commovente degli ultimi mesi del paròn, spentosi nel febbraio del '79, pochi mesi prima di poter vedere cucita sul petto quella stella che gli era stata ingiustamente sottratta di mano 6 anni prima.


Mister a mi?
Mi son el signor Rocco, testa de gran casso.
razza75 alle 16:14 in: libri, calcio, milan, biografia
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domenica, 15 marzo 2009

Il manoscritto di Dio




Dopo quasi 4 secoli e mezzo, il manoscritto più misterioso del mondo - il cosiddetto Codice Voynich - è stato finalmente tradotto.
Ma Lauren Kelly, l'autrice di questa impresa, non ha nemmeno il tempo di rallegrarsene, perchè un ladro entrato in casa sua, fuggendo, la colpisce e la fa precipitare in un coma da cui solo un miracolo potrà risvegliarla.
E proprio un miracolo è quello che suor Chantal prospetta a Ross, il marito di Lauren, quando gli spiega che il manoscritto che sua moglie ha tradotto non è altro che la guida per ritrovare un posto nel cuore dell'Amazzonia, una sorta di Eden, dove esiste qualcosa in grado di arrivare dove la medicina non può spingersi.
Ross, però, non è il solo a desiderare di ritrovare quel luogo, così potente da mettere a rischio il potere stesso della Chiesa.

Il romanzo di Michael Cordy è molto scorrevole e di piacevole lettura.
E' buona l'idea di prendere spunto da un mistero vero (il codice Voynich esiste realmente ed è attualmente non tradotto) per dare vita a una storia, per il resto, di fantasia.
Le storie dei vari personaggi si intersecano e si susseguono con un buon ritmo, che non lascia mai spazio alla noia, portando il lettore a inoltrarsi con i protagonisti nello splendore della jungla amazzonica e nei misteri delle civiltà precolombiane.
Altro aspetto positivo è l'umanità dei personaggi, che comprende anche tutti i loro limiti e le loro paure, e che evita di farne i classici eroi senza macchia di troppi libri di avventura.

Per contro, comincia un po' a venirmi a noia questa moda di fare della Chiesa il cattivo di turno, come se fosse la causa di ogni male e di ogni oppressione. Sarà che sono cattolico, ma mi sembra discutibile questa scelta che - da Dan Brown in poi - più scrittori hanno fatto nello scegliere nel Vaticano il proprio bersaglio.
Ma perchè chi se la prende con l'Islam è considerato (giustamente!) intollerante, mentre chi se la prende con la Chiesa deve passare per paladino della libertà?
Anche il finale lascia un po' a desiderare: facilmente prevedibile fin dalle prime pagine, illude solo per un attimo di staccarsi dai soliti clichè.

Nel complesso, ideologie un po' troppo estremizzate a parte, Il manoscritto di Dio resta un libro di piacevole lettura, certo non un capolavoro, ma meritevole di un giudizio positivo.
razza75 alle 18:19 in: libri, avventura
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