domenica, 04 maggio 2008

The Hunting party




Simon Hunt (Richard Gere) è un reporter televisivo specializzato in servizi dalle zone di guerra più calde del mondo, insieme al fidato cameraman Duck (Terrence Howard).
Nel 1994, però, durante il conflitto jugoslavo, Simon giunge al punto di rottura per le troppe atrocità viste ed esplode in un'invettiva proprio durante una diretta. Licenziato dal network, per divero tempo si perdono le sue tracce.
Circa cinque anni dopo, Duck - nel frattempo promosso a un più comodo ruolo di capocameraman negli USA - torna a Sarajevo per un servizio sull'anniversario del termine del conflitto.
Lì incontra Simon, ora free lance per varie tv minori di altri paesi, il quale gli propone di realizzare insieme il servizio più sensazionale della loro vita: trovare la "Volpe", uno dei più famigerati criminali di guerra serbi.

Tratto da una storia vera, quella di un pugno di giornalisti che si misero sulle tracce di Karadzic nel 2000, questo film apre in maniera magistrale una finestra sul conflitto dei Balcani (ma, in realtà, anche su tutti gli altri più o meno dimenticati della nostra epoca), una guerra di cui sappiamo comunque troppo poco, nonostante si sia svolta a due passi da casa nostra.
In particolare punta il dito anche contro l'ONU e le altre forze di pace, accusandole di avere cercato solo a parole i responsabili di atrocità e genocidi, forse per paura di creare nuove tensioni (nei titoli di coda, vengono riportati diversi esempi, fra cui il fatto che, pur essendo le foto di queste persone stampate sui giornali del luogo, il numero verde da chiamare fosse raggiungibile solo dagli Stati Uniti).

All'indubbio interesse delle tematiche trattate, si unisce anche la bravura degli attori, con Gere a interpretare in maniera convincente un anti-eroe, il cui scopo non è certo quello di perseguire un ideale di giustizia più elevato (viene a intervalli proposta, come sorta di ironico contraltare, un'immagine di Chuck Norris, intento a sgominare un esercito di cattivi), ma solo a cercare la sua vendetta privata.
Allo stesso modo, anche Duck e Ben - il terzo membro della spedizione, un giovane aspirante giornalista figlio di papà, interpretato da Jesse Eisenberg - puntano rispettivamente a ritrovare l'uno il senso del proprio lavoro, l'altro a mostrare al proprio padre di non essere un incapace.
Insomma, tre eroi ordinari - o meglio, tre non-eroi - che si imbarcano in un'impresa più grande di loro.
Difetti? Forse poteva concludersi 5 minuti prima, evitando l'ultima scena.
Ma rimane decisamente da vedere.
razza75 alle 18:28 in: film, drammatico, attualità
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Commenti
#1   05 Maggio 2008 - 16:59
 
SEI STATO NOMINATO!
è solo un giochino, prova a passare dal mio blog... nessun impegno!
:)
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