domenica, 21 settembre 2008

La torre nera - La lunga via del ritorno (2/4)




Continua la fuga verso casa del ka-tet dei giovani pistoleri, inseguito dagli inferociti cittadini di Hambry.
Roland è ancora prigioniero del Pompelmo di Maerlyn, che lo ha trasportato nelle rosse nebbie di Fine-Mondo, dove incontra un se stesso più adulto già sulla via della Torre e si scontra per l'ennesima volta con Marten. Alain decide di provare a raggiungerlo, sfruttando le tecniche Manni che consentono di viaggiare attraverso lo spazio di Contezza per entrare nel delirio dell'amico.
Così facendo, però, lascia Cuthbert ad affrontare un pericolo molto più concreto: un branco di lupi, che è arrivato dove i loro inseguitori non sono (ancora?) riusciti a trovarli.

Questo secondo episodio è piuttosto interlocutorio: vengono abbozzate tante premesse, che potranno e dovranno essere portate avanti nei due prossimi numeri, ma che per il momento ci hanno lasciato in sospeso senza aggiungere molto a quanto già avevamo appreso nella prima puntata.
Per questa ragione, credo che anche un giudizio debba essere rimandato al seguito: solo allora sarà possibile capire se si tratti di una premessa necessaria (come mi auguro) o, al contrario, solo di un tergiversare per mancanza di idee.

Concludono l'albo i consueti contenuti speciali:
  • la terza e ultima parte di Benvenuti al Dogan, storia di Robin Furth incentrata sulla figura di Arthur Eld e dei suoi cavalieri;
  • un dietro le quinte che spiega la gestazione della copertina di un albo;
  • le interviste agli autori della serie: Peter David (sceneggiatore), Robin Furth (ideatrice della trama), Jae Lee (disegnatore, insieme a Richard Isanove, delle tavole) e, inevitabilmente, Stephen King.

Appuntamento al 25 settembre con la terza parte.
Lunghi giorni e piacevoli notti.
razza75 alle 14:24 in: fumetti, fantasy
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giovedì, 14 agosto 2008

La torre nera - La lunga via del ritorno (1/4)




Nella baronia di Mejis, le ceneri di Susan sono ancora calde, ma a Roland e al suo ka-tet non è concesso il lusso di piangere i propri morti.
Clay Reynolds, unico sopravvissuto dei Grandi Cacciatori della Bara, è più che mai deciso a vendicare i suoi compagni, e scatena sulle loro tracce gli abitanti di Hambry, ancora vittima del raggiro di Farson il Buono. A complicare le cose, Alain e Cuthbert sono praticamente costretti a portare di peso Roland nella fuga, dopo che questi è rimasto vittima di un sortilegio del Pompelmo, la sfera rosa dell'iride di Maerlyn.
Sulle loro tracce, però, c'è anche qualcun altro: il piccolo Sheemie non sa darsi pace per avere tradito la fiducia dei suoi amici e per avere, così crede, causato la morte della sua adorata Susan.

Grazie a questa storia di Robin Furth (sempre sotto la supervisione di King, ovviamente; la sceneggiatura è di Peter David, i disegni di Jae Lee e Richard Isanove) torniamo ancora una volta sulla via del vettore.
A differenza della precedente miniserie, poi, non si tratta più di una trasposizione di quanto narrato ne La sfera del buio, ma di un episodio inedito, solo accennato di sfuggita nella saga scritta dal Re: il ritorno del ka-tet del quattordicenne Roland verso Gilead, dopo la loro sfortunata prima missione.
Il risultato è ancora una volta ottimo, sia per la storia che per i disegni: i colori cupi e a volte surreali di queste tavole portano il lettore in pieno Medio-mondo.
Sempre interessanti, poi, sono gli inserti finali: questa volta Robin Furth ci narra cosa accadde a Arthur Eld dopo la morte della moglie.

Appuntamento al 28 agosto con la seconda parte.
Lunghi giorni e piacevoli notti.
razza75 alle 18:58 in: fumetti, fantasy
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sabato, 21 giugno 2008

Anteprime

Grandi notizie per i fan del Re.
In attesa della nuova serie di fumetti (di cui vi avevo accennato anche pochi giorni fa), in edicola a partire dal 24 luglio,





Stephen King ha confermato le voci che da tempo parlano di una possibile trasposizione sullo schermo della saga a cui ha dedicato tutta la vita.
Scartata l'ipotesi proposta da Frank Darabont (autore di alcuni dei migliori film tratti dall'opera del Re, come Le ali della libertà e Il miglio verde,  e già all'opera sugli adattamenti di La nebbia e La scimmia), la realizzazione del progetto dovrebbe essere curata in collaborazione con J.J. Abrams e Damon Lindelof: King è infatti un fan dichiarato della loro serie televisiva di maggior successo, Lost. Ammirazione, peraltro, ricambiata da Lindelof, che ha acquistato una rara edizione del primo capitolo della storia.

Non è ancora chiaro se il progetto riguardi un film o una serie televisiva.
Da fan, preferirei che optassero per il cinema, che ha la possibilità di offrire uno spessore ben maggiore rispetto alla televisione.
E' però anche vero che un solo film non sembra sufficientemente capiente per comprendere tutto il materiale narrato in 7 libri.
Sono però fiducioso su una cosa: visto quanto tiene King a quest'opera, non lascerà che ne facciano un cattivo uso.
razza75 alle 16:58 in: libri, film, fumetti, fantasy
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sabato, 15 marzo 2008

Elfico




Secondo il dizionario dei nomi riportato sul sito Eldalie.it (che consiglio agli amanti di Tolkien), la traduzione in elfico del mio nome è


Vëon
(oppure Nero)


La spiegazione è la seguente:

Il nome deriva dal greco Andreas, che deriva da Andros, genitivo di aner "uomo". Indica quindi cose maschili, per questo Andrea può essere inteso come "maschio", "virile". Quindi in Quenya: Vëon da vea "maschio, virile, vigoroso". O anche Nero (genitivo di ner, "uomo").

Alla faccia di quei geni che chiamano loro figlia Andrea, perchè il nome finisce per a.
Se siete curiosi di conoscere il vostro nome in elfico, potete collegarvi al link che ho riportato sopra.
razza75 alle 14:05 in: diario, internet, fantasy
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venerdì, 11 gennaio 2008

Queste oscure materie - La bussola d'oro




Lyra Belacqua vive al Jordan College, nella Oxford di uno degli infiniti universi paralleli al nostro. In quel mondo, ogni persona è accompagnata dal suo daimon, l'incarnazione della sua anima in forma di animale.
Essendo orfana, ha vissuto fra gli accademici a cui l'affidò suo zio, Lord Asriel, praticamente fin dalla sua nascita, anche se i suoi veri amici sono soprattutto i garzoni della cucina e i monelli dei sobborghi. La sua esistenza scorre tranquilla, fino al giorno in cui  vede per caso il Maestro del College tentare di avvelenare suo zio e una nobile studiosa, la signora Coulter, decide di prenderla con sè come sua assistente.
Inizia così una serie di avventure, che porteranno la piccola Lyra e il suo Pantalaimon a scontrarsi con l'ordine costituito dalla Chiesa e con gli Ingoiatori che rapiscono i bambini per sottoporli a oscuri esperimenti, fino a fare luce sul suo stesso passato. A guidarla in questo viaggio, alla scoperta della Polvere, misterioso collante che lega tutti i mondi, ha solo un aletiometro, una sorta di bussola d'oro che misura la verità.

Il film visto a dicembre (con Nicole Kidman, Daniel Craig, Eva Green) mi aveva convinto a prendere in mano il primo libro della trilogia scritta da Pullman, che prende spunto dal Paradiso perduto di John Milton:


In quel selvaggio abisso,
Grembo della natura e, forse, tomba,
Che non è mare né sponda, aria né fuoco,
Ma lor cause pregnanti in sé commmiste
Confusamente, in una lotta eterna,
Se il Fattore Possente non costringe
Queste oscure materie a farsi mondi...

(J.Milton - Paradiso Perduto)


Il libro è decisamente più approfondito e coinvolgente del film, che comunque mi era piaciuto molto, in particolare per quanto riguarda l'aspetto della lotta contro l'ordine costituito (in questo universo alternativo dalla Chiesa e dal suo Magisterium) e per il concetto di libero arbitrio.
Anche la presenza dei daimon è spiegata più nel dettaglio, e i personaggi godono di una caratterizzazione a tutto tondo, che li rende in taluni casi anche diversi da quanto visto al cinema, sicuramente più complessi.
Infine, non mi è ben chiara la decisione del regista di stravolgere l'ordine degli avvenimenti: se è naturale aspettarsi una semplificazione quando si ha una trasposizione sul grande schermo, mi risulta meno comprensibile perchè si sia deciso di invertire interi capitoli, perdendo parte della forza e della logica stessa che permea il testo.

razza75 alle 11:41 in: libri, fantasy
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domenica, 16 dicembre 2007

La bussola d'oro




Esistono molteplici universi paralleli.
In alcuni, come nel nostro, le anime stanno dentro i corpi. In altri, camminano al loro fianco, sotto le spoglie di animali, i daimon.
Fra tutti questi mondi, come una sorta di collegamento fra essi, esiste la polvere.
In una di queste realtà, vive una ragazzina, Lyra Belacqua (Dakota Blue Richards), l'unica ancora capace di leggere l'ultimo aletiometro rimasto, la bussola d'oro, che indica sempre la verità a chi sa come usarla.
Per questo il Magisterium, il supremo organismo di controllo che vuole mantenere ad ogni costo lo status quo, incarica Mrs. Coulter (Nicole Kidman) di fermare sia la ragazza (e il suo daimon, Pantalaimon), che suo zio, Lord Asriel (Daniel Craig), che sta conducendo pericolosi studi sulla polvere.
Inizia così un'avventura che porterà Lyra anche a scoprire che fine hanno fatto i bambini Gyziani, che negli ultimi tempi spariscono sempre più di frequente.

Il film è tratto dall'omonimo libro - il primo della trilogia Queste oscure materie - scritto da Philip Pullman.
La storia è appassionante, e utilizza la forma del fantasy come arma per colpire le tirannie e le dittature, che vogliono togliere all'uomo la sua libertà e il suo libero arbitrio.
Gli attori sono molto bravi, e gli effetti speciali assolutamente realistici.
In conclusione, una bella favola di Natale, non solo per bambini... anche se, ovviamente, non ha una vera conclusione, in attesa dei prossimi capitoli.
razza75 alle 20:46 in: film, fantasy
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sabato, 01 dicembre 2007

La torre nera - La nascita del pistolero (4/4)




Charyou tree.
Morte a te, vita al raccolto.
Vengono le messi, anche quest'anno, anche a Hambry, nella baronia di Mejis.
Ma questa volta il raccolto sarà diverso da ogni altra precedente, sarà un raccolto di sangue, perchè siamo giunti alla resa dei conti fra i giovani cavalieri dell'Affiliazione, guidati da Roland, e i Grandi Cacciatori della Bara dall'altra, a cui si sono uniti gli uomini di Latigo, il luogotenente di Farson "il Buono", venuti a prendere il petrolio raffinato che dovrà essere usato per rimettere in moto le macchine di morte degli Antichi.
Sarà disposto Roland ad arrivare fino in fondo, anche se questo dovesse richiedergli di sacrificare quanto ha di più caro?

Termina così la prima mini-serie di fumetti de La Torre Nera, dedicati alla giovinezza di Roland di Gilead.
Così come nei precedenti tre numeri, i disegni di Jae Lee e Richard Isanove traspongono alla perfezione l'azione sceneggiata da Peter David, che in quest'ultimo episodio diventa veramente frenetica.
Sempre di notevole interesse anche gli speciali curati da Robin Furth, che in questo numero riguardano:

  • Lo specchio che ride, con la seconda parte, dedicata a La seduzione di Rhea, e la terza, che descrive La corruzione di Jonas
  • Charyou tree, di cui viene narrata la storia in due parti, dalle origini (parte prima) al momento in cui Arthur Eld pose fine al barbaro rituale (parte seconda)
  • Le pistole di Deschain.

Per concludere, due buone notizie per gli appassionati: è uscito un volume in brossura che raccoglie queste prime quattro uscite e ... non è finita qui: l'ultima pagina di questo quarto albo, termina preannunciando che

La prima prova è conclusa, ma il viaggio di Roland è appena iniziato.
Il pistolero è nato. Ora deve percorrere
la lunga strada verso casa.
Continua nella prossima serie de LA TORRE NERA di Stephen King.

Lunghi giorni e piacevoli notti.
razza75 alle 14:58 in: fumetti, fantasy
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domenica, 18 novembre 2007

La leggenda di Beowulf




Il regno di re Hrothgar (Anthony Hopkins) è minacciato da una gigantesca creatura, Grendel (Crispin Glover), che di notte fa scempio dei suoi sudditi.
Il sovrano è ormai vecchio e non ha più la forza di affrontare il mostro: alla sua corte si presenta Beowulf (Ray Winstone), figlio del re dei Geati, che si offre di uccidere Grendel. La notte lo attende nella sala delle feste del castello, dove lo affronta a mani nude e lo sconfigge.
Ma il pericolo non è passato: la madre del mostro (Angelina Jolie) ora reclama vendetta e a Beowulf è richiesta una nuova impresa. Ma i veri avversari che l'eroe dovrà affrontare saranno, prima di tutto, il proprio orgoglio e la propria fama di potere.

La storia è tratta da un poema dell'VIII secolo (è il primo in lingua inglese ad esserci arrivato scritto, nonchè il più lungo: 3182 versi), già ispiratore di due precedenti film (Beowulf, del 1999, con Christopher Lambert e Beowulf & Grendel, del 2005, con Gerald Butler). Nonostante l'origine antica, mantiene una certa attualità: più che la lotta dell'eroe contro i mostri, è interessante la sua evoluzione psicologica - dall'ascesa alla successiva caduta per troppa fame di gloria, fino al riscatto finale - che, a ben vedere, costituisce il nucleo essenziale di tutta l'epica antica e moderna (non a caso, anche Tolkien afferma di essersi ispirato a questo poema)... e, una volta tanto, abbiamo visto tutta la storia in un unico film, senza bisogno di una trilogia....
Realizzato con la tecnica della motion capture, che lo stesso Zemeckis aveva già usato in Polar Express, il film è sicuramente molto spettacolare e ricco di dettagli. Ciononostante, l'uso eccessivo di questa modalità mi lascia ancora perplesso, e continuo a preferire i film realizzati con attori in carne ed ossa (che magari possono interagire con qualche personaggio "animato", come accadeva per Gollum o King Kong nei film di Peter Jackson). A quanto pare anche l'Academy condivide questi dubbi, se è vero (come riporta Ciak di novembre a pag 59) che "di recente ha negato che un film che usa la recitazione dal vivo per essere poi animato al computer possa competere per l'Oscar per l'animazione. E i film come Beowulf rischiano di rimanere in un ghetto, nè completamente umani, nè completamente cartoon. Forse per questo, nei titoli di coda di Ratatouille si legge: In questo film è stata usata animazione pura al 100% e nessuna performance capture".
Un'ultima avvertenza ai genitori, prima di concludere: sebbene possa sembrare, per il tipo di realizzazione, un cartoon, questo film non è assolutamente consigliabile ai bambini, per l'alto tasso di violenza e sesso.
razza75 alle 14:42 in: film, fantasy
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sabato, 27 ottobre 2007

La torre nera - La nascita del pistolero (3/4)




Io non miro con la mano;
colui che mira con la mano ha dimenticato il volto di suo padre.
Io miro con l'occhio.

Io non sparo con la mano;
colui che spara con la mano ha dimenticato il volto di suo padre.
Io sparo con la mente.

Io non uccido con la pistola;
colui che uccide con la pistola ha dimenticato il volto di suo padre.
Io uccido con il cuore.

                                                                                   (La litania del pistolero)


Intanto che sboccia l'amore fra il giovane Roland e Susan Delgado, tanto inevitabile quanto rischioso, continua la missione del ka-tet dei giovani pistoleri di Gilead in quel di Hambry, nella baronia di Mejis.
Le cose non vanno però lisce come si era sperato: da un lato, i Grandi Cacciatori della Bara iniziano ad avere forti sospetti su quei tre giovani, con la complicità di Rhea, la strega del Coos; dall'altro, proprio l'amore fra Susan e Roland rischia di minare l'armonia del ka-tet.
E l'ombra di Farson, colui che ha usurpato il titolo di "Buono", e di Marten Broadcloak si fanno più minacciose.

Il terzo dei quattro episodi della saga del giovane Roland non tradisce le attese: alla trama (che, come ricordato in precedenza, già conosciamo da La sfera del buio) ideata da King, e sceneggiata da Peter David, si sposano magnificamente i disegni ricchi di vita e di pathos di Jae Lee e Richard Isanove.

Anche questa volta ho apprezzato in maniera particolare i contenuti extra di Robin Furth:
- Le pistole di Deschain: da dove vengono le armi di Roland, eredità diretta di Arthur Eld?
- Lo specchio che ride (prima parte): sull'ingresso del male, ad opera di Maerlyn, nel multiverso creato da Gan.
Fra le due, c'è La litania del pistolero, che ho riportato sopra.

Quarto e ultimo appuntamento il 29 novembre.
Lunghi giorni e piacevoli notti.
razza75 alle 14:48 in: fumetti, fantasy
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venerdì, 12 ottobre 2007

La torre nera - La nascita del pistolero (2/4)




Seguendo la volontà dei loro padri, ansiosi di allontanarli dalle grinfie di Marten Broadcloak, Roland, Cuthbert e Alain giungono ad Hambry, nella baronia di Mejis.
La loro missione è in incognito - meglio che nessuno sappia che sono cavalieri.
Ufficialmente sono lì come contabili dell'Affiliazione, per valutare le forze su cui si può contare per sconfiggere Farson "il Buono". In realtà devono anche verificare se queste terre siano ancora fedeli, o se il seme della rivolta vi abbia già preso piede.
Il loro ingresso in paese, però, si rivela subito più difficoltoso del previsto: Pat Delgado, cui avrebbero dovuto rivolgersi, è morto in uno strano incidente, e il controllo del luogo - sebbene il podestà sia ancora in carica - è chiaramente nelle mani di un trio di uomini che si fanno chiamare I Grandi Cacciatori della Bara.
A complicare ulteriormente la situazione, Roland si innamora di Susan Delgado, figlia del defunto Patrick, ma già promessa al podestà Thorin.

Continuano le avventure del giovane Roland, seguendo ancora in maniera piuttosto fedele il flashback narratoci da King ne La sfera del buio.
Anche questo secondo episodio si è rivelato assolutamente all'altezza delle aspettative: la pregevolissima realizzazione grafica si fonde con la storia appassionante del giovane pistolero. E, come quando lessi i libri della saga, pare sempre che i volumi arrivino alla fine troppo in fretta, nell'attesa di quello successivo.

Non tradiscono le attese nemmeno gli inserti speciali: dopo la geografia del Medio Mondo del primo numero, Robin Furth ci narra la cosmogonia del Multiverso, concentrandosi in particolare sulla creazione dell'Iride di Maerlyn e sulla nascita del Re Rosso.
Al proposito, segnalo a coloro che amano leggere anche testi in inglese il libro della stessa Robin Furth  Stephen King's the Dark Tower: The Complete Concordance (la stessa opera è altrimenti disponibile suddivisa in due volumi, ma anch'essi ancora solo in lingua originale, purtroppo).
Chissà che il successo dei fumetti non possa aiutare qualche editore nostrano a decidere finalmente di tradurre e pubblicare questa enciclopedia sulla principale saga scritta dal Re.
Lunghi giorni e piacevoli notti.
razza75 alle 19:58 in: fumetti, fantasy
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